Catanzaro, fornitura acqua: 19 milioni di debito verso la Regione

di Luana  Costa
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  lunedì 20 marzo 2017   15:10
L’amministrazione comunale ha stipulato una transazione rateizzando gli importi per i prossimi vent’anni

La partita che riguarda il pagamento delle somme riferibili alla fornitura dell’acqua è tutt’altro che chiusa per il comune di Catanzaro. Lo scorso maggio il dipartimento Infrastrutture, Lavori pubblici e Mobilità della Regione Calabria ha infatti messo a punto una ricognizione dei residui attivi nel bilancio regionale tirando le somme dei crediti che questa ancora vanta nei confronti dei comuni per la fornitura dell’acqua nel periodo che va dal 1981 al 2004.

 

Dalla verifica è saltato fuori un debito di 19 milioni di euro maturato da Palazzo De Nobili a partire dal 1997 fino al 2004 e a cui adesso si cerca di mettere una toppa. Il bilancio comunale non è infatti nelle condizioni di sostenere un simile esborso ragion per cui venerdì scorso la giunta si è riunita per approvare un “piano di estinzione del debito per la somministrazione idropotabile per il periodo 1981-2004”. In particolare, la delibera altro non è se non una transazione concordata con il dipartimento regionale attraverso cui il comune riconosce il valore dell’importo – per mesi contestato – impegnandosi a saldare il debito nei prossimi anni.

 

In sintesi, il Comune ha chiesto la rateizzazione del debito spalmandolo in vent’anni: a partire dal 2017 e fino al 2036 Palazzo De Nobili dovrà versare entro il 31 dicembre di ogni anno un importo pari a 950mila euro accettando la clausola che prevede il decadimento del beneficio nel caso in cui si verifichi il mancato pagamento di due rate consecutivamente.

 

Luana Costa

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acqua debito regione comune 19 milioni catanzaro
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ll sottosegretario al MISE scrive: “il sempre annunciato, e mai realizzato, avvio dei lavori non può essere addebitato a soggetti terzi ma all’incapacità delle Strutture regionali che hanno seguito l’iter procedurale. Il rischio per il senatore è quello di perdere 500 milioni di euro. A tal proposito, il sottosegretario propone una commissione d’inchiesta per comprendere cosa sta succedendo: “qualora ve ne fossero le condizioni -scrive Gentile- e la necessità, costituire una Commissione regionale d’inchiesta ad hoc, al fine di accertare le responsabilità di tutte le Strutture, Commissario ad acta compreso. Eviteremo così di navigare a vista e riusciremo a dare risposte definitive alle pressanti domande che provengono dai territori interessati”
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