sabato 22 febbraio 2020   11:50

Consiglio regionale come un “postificio”: 12 dipendenti per ogni consigliere calabrese

L'elefantiaca macchina burocratica conta 351 unità e non bastano mai: pronti nuovi concorsi. A pesare sui costi anche le indennità aggiuntive per i dipendenti pubblici "comandati" e trasferiti nelle segreterie degli eletti. In Lombardia i lavoratori in servizio sono 268 per 80 politici, con un rapporto di 3 a 1

di Riccardo Tripepi
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Jole Santelli è alle prese con la formazione della giunta regionale e le sue prime decisioni vanno nella direzione di dare una scossa al sistema regionale e anche ai partiti della coalizione.

Lo stesso spirito riformatore, però, sarebbe necessario a palazzo Campanella dove si è in attesa della prima riunione del Consiglio e dove i dipendenti, numerosi e mal impiegati, attendono di sapere come saranno utilizzati nella nuova legislatura.

 

Tantissimi dipendenti per pochi consiglieri

Al momento il personale interno del Consiglio, nel quale troveranno spazio i 30 consiglieri appena eletti, è composto da 351 unità a tempo indeterminato, con un’invidiabile media di 11,7 dipendenti per consigliere regionale. Nel numero sono compresi i nuovi assunti per carenza di organico nel 2010, che nella misura del 20% viene applicato nelle strutture speciali dei politici, lasciando spesso sotto organico gli uffici.

Recentemente si è provveduto a fare scorrere la graduatoria del 2010 e prevedere addirittura nuovi concorsi per figure mancanti, per le quali sono ancora aperti i termini per le domande.

Impietoso il confronto con gli altri Consigli regionali italiani. A partire, ad esempio, da quello della Lombardia che risulta composto da 80 consiglieri e conta 268 unità a tempo indeterminato, con la media di 3,35 dipendente per consigliere regionale.

A colpire sono anche altre differenze che riguardano la modalità con la quale i dipendenti del Consiglio venga applicato nelle segreterie dei consiglieri. In generale, per come previsto dalla contrattazione collettiva e recepito da molte normative regionali compresa quella della Lombardia, il personale addetto alle segreterie può essere individuato tra gli impiegati regionali, oppure comandato da amministrazioni statali, locali, enti ed aziende pubbliche.

 

Il caso delle indennità aggiuntive agli interni

Quando l'incarico è conferito a dipendenti regionali, la sottoscrizione del contratto a tempo determinato dovrebbe comportare la novazione del rapporto di lavoro in atto. Alla cessazione del contratto a tempo determinato, e dunque del periodo di occupazione nella segreteria del consigliere regionale, il dipendente viene poi riassunto automaticamente nella posizione giuridica in godimento prima della sottoscrizione del contratto a termine, con conservazione dell'anzianità complessivamente maturata-

In Calabria il salario accessorio (extra stipendio contrattuale) invece è disciplinato da due delibere dell’Ufficio di presidenza del Consiglio con le delibere n. 17 del 2005 e n. 16 del 2007 e non dai contratti collettivi come prevede il testo unico sul pubblico impiego.

Per l’effetto di queste delibere al personale applicato alle segreterie dei consiglieri, che mantiene il contratto in essere, viene erogata un’indennità accessoria media netta di circa 500 euro mensili, creando una notevole disparita di trattamento economico con il personale che rimane a lavorare negli uffici.

I rappresentanti sindacali suggeriscono da tempo possibili modifiche normative per evitare che si possa procedere all’impiego dei dipendenti regionali nelle segreterie, anche per evitare commistioni tra politica o burocrazia, o comunque per non creare disparità di trattamento economico. Ad invarianza di spesa pubblica in tanti suggeriscono l’assunzione di esterni anche per creare occupazione.

Al momento in Consiglio i componenti e supporti tecnici interni (in servizio presso le strutture speciali, hanno un costo aggiuntivo complessivo quale indennità di struttura di circa un milione di euro all’anno, come determinato dalle Delibere UP n. 17/2005 e UP n. 16/2007.

 

Costi e soluzioni

Nella fase attuale il personale interno viene così suddiviso: ad ogni consigliere di opposizione compete la cosiddetta mini struttura, tra l'altro con un componente interno (per un totale di 11 micro strutture e altrettanti interni); ai presidenti di gruppo, commissione, vicepresidenti e consiglieri questori ne spettano 2 o 3 ciascuno, per un totale di 48 unità. Al presidente del Consiglio e Ufficio di gabinetto ne toccano 9, mentre al presidente della giunta delle elezioni uno. Con tale importo e senza costi aggiuntivi, secondo le stime prodotte dai rappresentanti dei lavoratori, si potrebbero assumere circa 40 esterni con stipendi intorno ai 900 euro. Sempre se davvero non si ritenga doveroso procedere al taglio delle indennità aggiuntive agli interni per contenere i costi.

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