mercoledì 11 marzo 2020   19:35

Soverato, la città dona un respiratore artificiale al presidio ospedaliero

VIDEO |In piena emergenza coronavirus il nosocomio della città ionica da oggi ha un posto letto di sub intensiva in più grazie ad una iniziativa benefica andata in scena nel periodo natalizio che ha coinvolto l'intera città 

di Rossella  Galati
620 condivisioni

«Oggi è una giornata importantissima - per il direttore sanitario dell’ospedale di Soverato Antonio Gallucci - perché si concretizza un sogno: ovvero dotare il nostro pronto soccorso di un sistema di ventilazione automatico che ci permette di avere un posto in più di terapia sub intensiva respiratoria». È un regalo che la città ha fatto al suo presidio ospedaliero. Un respiratore artificiale acquistato grazie ai fondi raccolti con l’iniziativa “Soverato canta un Natale che conta”. Nel periodo natalizio, su iniziativa di un gruppo di giovani del territorio capitanati da Paolo Sia, le realtà più rappresentative del tessuto sociale, culturale, sportivo della città come l’Amministrazione Comunale, il Volley Soverato, le scuole cittadine ma anche cantanti professionisti, hanno prestato la loro voce per realizzare un cd e uno spettacolo musicale il cui ricavato è servito a raccogliere la cifra necessaria, circa 10 mila euro, per l’acquisto di uno strumento che oggi, più che mai, permette di far fronte all’emergenza in corso.

Il respiratore artificiale

«Senza questo apparecchio non potremmo  assistere i pazienti più gravi – ha spiegato il direttore della medicina d’urgenza e pronto soccorso Cosimo Zurzolo -, non potremmo mettere i pazienti a riposo farmacologico, avremmo potuto intubarli e farlo manualmente ma con un enorme dispendio di forze e di personale. Con questo strumento riusciremo a far respirare il paziente senza problemi». In occasione della consegna tanta è stata la gratitudine manifestata da parte dei direttori sanitario e di medicina d’urgenza: «Ringrazio Paolo Sia, tutta la cittadinanza di Soverato e dintorni e tutti gli sponsor  e le associazioni che hanno partecipato – ha affermato Gallucci -. In questo momento mi sento un po’ più sollevato perché abbiamo la possibilità di dare un servizio più accurato all’interno del nostro presidio ospedaliero».

Una comunità solidale

«Mi associo anche io ai ringraziamenti – ha aggiunto Zurzolo – perché  ci avete permesso di avere un posto di sub intensiva che in questo momento storico è fondamentale». Grande la soddisfazione da parte dell’ideatore dell’iniziativa Paolo Sia: «Finalmente abbiamo realizzato il nostro progetto, purtroppo in un momento delicato per la sanità. “Soverato canta un Natale che conta” è stata una comunità che si è mossa. Non solo gli artisti si sono messi in gioco in modo completamente gratuito per il raggiungimento di quest’obiettivo ma  si è scatenata una catena di solidarietà alla quale hanno aderito associazioni e aziende che da subito hanno dimostrato grande sensibilità cogliendo il senso dell’iniziativa.

Tutti uniti per una giusta causa

Sia ha poi ringraziato il suo gruppo di lavoro: Francesco D’Augello, Milena Barresi, Daniele Rondinelli, Elonora Pisano, Rossella Galati ma anche artisti, aziende e associazioni: Ipazia Day Clinical Center, Tempocasa, Visionottica Ivanue, gelateria Con Gusto, Lavanderia Ecologica, Naturium, Soverato Dolci, Carnà & partners. E ancora le associazioni Lions club Squillace Cassiodoro, Fidapa, Rotary Cub. La Bcc di Montepaone; la onlus la Fenice; il Lions club Soverato versante Ionico delle Serre, l’associazione Orlando il guerriero onlus. E ancora  Giuseppe Cilurzo, Gray, Eleonora Pisano, i ragazzi dell’Istituto Maria Ausiliatrice; Caterina Cristofaro e Giorgia Tedesco per la scuola di musica Umberto Pacicca; Fulvia D’Amato per l’Istituto Salesiano S. Antonio da Padova; il New Vision Gospel Choir e il coro Il Mosaico.

TAG
respiratore ospedale soverato solidarieta coronavirus catanzaro

Articoli Correlati

X
Contenuti sponsorizzati
Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: