venerdì 24 luglio 2020   08:34

Passepartout, a processo Oliverio e Adamo. Prosciolto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

VIDEO | Rinvio a giudizio per l’ex governatore e il suo più fidato alleato politico, ma cade l’accusa di associazione a delinquere. Dovranno affrontare il dibattimento anche i dirigenti Luigi Incarnato, Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo e Fortunato Varone. L’inchiesta prende le mosse da appalti presumibilmente pilotati

di Luana  Costa
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Tutti a processo, tranne il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Così ha deciso il Gup del Tribunale di Catanzaro, Alfredo Ferrara, al termine della nuova udienza del processo scaturito dall'inchiesta denominata Passepartout istruita dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e che ha fatto luce su presunte irregolarità commesse nelle procedure di realizzazione di diverse opere pubbliche nella provincia di Cosenza.

Le richieste della Procura

Nella precedente udienza preliminare, la Procura aveva chiesto sentenza di non luogo a procedere per una serie di reati: associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti, traffico di influenze illecite, corruzione, frode in pubbliche forniture e il proscioglimento per Mario Occhiuto, attuale sindaco del Comune di Cosenza, e per Luigi Incarnato, commissario di Sorical. Mentre aveva chiesto il rinvio a giudizio per Nicola Adamo, relativamente ai reati di corruzione e abuso d'ufficio, per Fortunato Varone e Giovanni Forciniti entrambi accusati di abuso d'ufficio, per Pasquale Gidaro, Rocco Borgia, Rocco Borgia, Giulio Marchi, Arturo Veltri e Armando Latini. Questa mattina il Gup ha invece emesso sentenza di non luogo a procedere per i reati di associazione a delinquere che vede indagati Nicola Adamo, Mario Oliverio, Antonio Capistro, Luigi Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura e Giuseppe Trifirò e per il reato di corruzione che vedeva indagati in concorso Mario Occhiuto, Mario Oliverio e Luigi Zinno.  

A processo

A processo finiscono quindi quindici dei venti indagati complessivi sono stati, infatti, questa mattina rinviati a giudizio e tra questi figura l'ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, l'ex parlamentare Nicola Adamo, il commissario di Sorical Luigi Incarnato e alcuni dirigenti regionali: Fortunato Varone attuale dirigente pro tempore della Protezione Civile e Luigi Zinno ex dirigente generale del settore Lavori Pubblici della Regione Calabria oltre a Giuseppe Lo Feudo, ex direttore generale delle Ferrovie della Calabria. Gli altri imputati sono: Pietro Ventura, Rocco Borgia, Antonio Capistro, Giuseppe Trifirò, Luca Morrone, Santo Marazzita, Giulio Marchi, Armando Latini e Giovanni Forciniti.

Adamo «regista occulto»

Cade, quindi, anche per Nicola Adamo l'accusa di associazione a delinquere mentre dovrà rispondere in giudizio di turbata libertà degli incanti, traffico di influenze illecite e corruzione. Nicola Adamo è considerato dagli inquirenti regista occulto delle scelte dell'ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, in continuo contatto con dirigenti regionali - Luigi Zinno e Giuseppe Lo Feudo - per conoscere ed indirizzare le procedure di gara di alcune opere pubbliche.

La spallata ad Occhiuto

Traffico di influenze illecite è invece, il reato contestato in concorso ad Oliverio, Adamo e Luigi Incarnato che sfruttando le sue relazioni politiche con i consiglieri eletti al Comune di Cosenza si sarebbe messo a disposizione, al fine di ricevere vantaggi patrimoniali rappresentati dalla possibilità di ricoprire incarichi pubblici, per provocarne le dimissione e così la decadenza del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

Il sindaco di Cosenza

Non luogo a procedere, invece, per il capo d'imputazione di corruzione relativa alla sottoscrizione di un accordo di programma per la realizzazione della metropolitana accettando in cambio e quale utilità i finanziamenti per la realizzazione del museo di Alarico, opera oggetto di una gara d'appalto illegittima. Prosciolto, quindi, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

Fortunato Varone

Abuso d'ufficio è anche il reato contestato a Fortunato Varone, dirigente pro tempore della Protezione Civile regionale, e finito nel calderone dell'inchiesta quando era a capo del dipartimento Lavoro della Regione Calabria. Avrebbe tentato di avvantaggiare Giovanni Forciniti riaprendo i termini per la presentazione delle candidature per la procedura di nomina del direttore generale dell'azienda Calabria Lavoro per consentirgli di entrare in possesso dell'attestazione di conoscenza della lingua inglese.

Riti abbreviati

In quattro avevano già optato invece per il giudizio con rito abbreviato: Tito Berti Nulli, Pasquale Gidaro, Arturo Veltri ed Eugenia Montilla. Il Gup ha stralciato le quattro posizioni rinviando al 23 ottobre la discussione con rito alternativo. 

Il collegio difensivo è composto da Enzo Belvedere, Nicola Carratelli, Vittorio Cavalcanti, Danilo Iannello, Vincenzo Ioppoli, Francesco Gambardella.

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