domenica 16 agosto 2020   18:30

Furbetti del bonus: c’è anche Galizzi, il lumbard che voleva guidare la Lega in Calabria

Di origini calabresi e in passato sposato con una vibonese, è consigliere regionale nella giunta Fontana. Intanto continuano a pervenire adesioni all’iniziativa di LaC News24: anche Minasi, Mancuso e Raso firmano il nostro modulo per rinunciare alla privacy

di Alessia Bausone
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I furbetti del bonus Inps li abbiamo definiti i “miserabili d’Italia” perché, nonostante il lauto stipendio pubblico derivante dall’attività politica, hanno pensato in pieno lockdown e con un paese al tracollo di attingere a quel bacino di denaro messo a disposizione dal governo nazionale per i lavoratori a progetto e autonomi costretti a non lavorare o, addirittura, a chiudere dalla pandemia. Prendendo quei bonus (previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio con somme dai 500 ai 1000 euro mensili) non sono più degni di definirsi rappresentanti dei cittadini.

 

In Calabria, in attesa che il presidente del consiglio regionale Domenico Tallini si faccia (realmente e non sulla fiducia) parte attiva nello scovare i furbetti che potrebbero celarsi a palazzo Campanella, abbiamo predisposto un modulo di rinuncia privacy che è stato già firmato da molti consiglieri (alcuni, in verità, ancora silenti. Di Natale e Tassone se ci siete battete un colpo...e firmate un modulo!).
Nella lista dei furbetti è finito anche il lumbard di origini calabresi Alex Galizzi.

Il furbetto leghista del nord con la passione per la Calabria

Galizzi è consigliere regionale della Lega nella Lombardia di Attilio Fontana ed è al primo mandato. Vicepresidente della commissione regionale “antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità”, già segretario della Lega Nord dell’Alta Val Brembana, diplomato in ragioneria, con la passione per l’informatica e... la Calabria. Lui stesso ha origini calabresi e in passato ha sposato una donna della provincia di Vibo Valentia.
Qui da noi si trovava quando è scoppiato lo scandalo furbetti del bonus inps, ma non è uscito subito allo scoperto perché, come da lui dichiarato: «Sinceramente era una cosa che avevo accantonato nella mia mente».
Nonostante la piccola amnesia, ha rivendicato la scelta in una intervista a Il Giorno, affermando: «Non mi sento in colpa per aver ricevuto uno sconto dall’Inps su ciò che ogni anno verso. Bastava mettere un limite sul redditto dell’anno precedente e non ci sarebbero stati problemi. Se viene data una possibilità al cittadino, un diritto, perché non fare la richiesta? Un consigliere guadagna 8mila euro netti mensili, ma ci sono anche spese da sostenere, i contributi volontari, la famiglia. Io ho cinque commissioni. Ora sono a Reggio Calabria per supportare la campagna elettorale comunale. E per la politica non riesco a stare molto dietro al mio lavoro».
Insomma, per Galizzi 8mila euro netti al mese durante il lockdown erano assai pochi e, quindi, aveva bisogno del bonus. Uno schiaffo alla miseria.

Quando Galizzi voleva il posto di Invernizzi

Galizzi l’anno scorso, quando ancora non conoscevamo Cristian Invernizzi, si era auto-candidato commissario regionale della Lega Calabria. Tutto nacque nel giugno 2018 a seguito della rimozione dell’editore Nuccio Recupero dalla Lega reggina ad opera dell’allora commissario regionale Domenico Furgiuele. Da allora Recupero “gliela giurò” al deputato lametino, tant’è che lo scorso giugno si è consumata la “vendetta perfetta” con la nomina del fratello Franco a segretario provinciale della Lega di Reggio Calabria (e di una pletoria di trasformisti di PD e Forza Italia).
Ma nel febbraio 2019 i due Recupero, imbufaliti per il loro ridimensionamento all’interno del partito, portarono in dote alla stampa 200 firme di militanti contro Furgiuele denunciando “troppe perplessità e ombre” e chiedendo un coordinamento più trasparente, indicando proprio Alex Galizzi come nuovo commissario. «Galizzi, proprio quello di cui abbiamo bisogno», osannavano i fratelli sovranisti.
Il consigliere lumbard dichiarò all’epoca la sua immediata disponibilità, dicendo di aver scritto un sms a Salvini: «Matteo, se serve, in Calabria vado io». Un mese dopo arrivò sì un bergamasco per la Lega Calabria che, però, si chiama Cristian Invernizzi.
Col senno di poi profetico fu proprio Furgiuele quando, rispondendo all’eco mediatico dell’iniziativa delle firme contro di lui, rispose: «Le iniziative di Recupero mi generano una sorridente tenerezza. Specie quando vedo che cerca protettori improbabili e sponsor oltre confine (vedi tal Galizzi)».

Salvini lo caccia, ma è a Reggio con la Minasi a sostegno di Minicuci

Il vicepresidente della commissione trasparenza della Lombardia ha già sottolineato che non si dimetterà da nessuno degli incarichi che oggi ricopre, ma il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi ha annunciato che Galizzi sarà sospeso da Matteo Salvini (con il quale già dallo scorso gennaio pare non corresse più buon sangue a causa di dinamiche locali in quel della bergamasca).
E sei giorni fa, mentre non rispondeva ai messaggi del suo capogruppo in regione Lombardia Roberto Anelli che gli chiedeva se fosse uno dei furbetti del bonus inps, Galizzi era a Reggio Calabria con Franco Recupero e Tilde Minasi, tant’è che su Facebook con un post lanciava la volata al candidato “straniero" di Salvini: «Minicuci Sindaco è la soluzione per i Reggini che hanno veramente il coraggio di cambiare le cose anche a Reggio Calabria».
Chissà se dopo lo scandalo del bonus Inps (e la sua imminente sospensione) Minasi (che il nostro modulo ha firmato unitamente a Mancuso e Raso) e Minicuci gradiranno l’endorsment. Il tutto succede con l’ormai canonico silenzio del segretario regionale Cristian Invernizzi che si trova a gestire una Lega in affanno in vista delle amministrative del mese prossimo.

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