domenica 20 settembre 2020   09:36

Elezioni comunali, seggi aperti anche a Reggio Calabria: come si vota

Nove i candidati a sindaco a Reggio Calabria, tra le città più importanti chiamate al voto. Per la prima volta ci si reca al seggio con le regole dettate dall'emergenza coronavirus

di Redazione
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Seggi aperti questa mattina alle 7 per le consultazioni elettorali di oggi e domani. Nella giornata di oggi sarà possibile andare a votare fino alle 23, mentre domani, 21 settembre, dalle 7 alle 15.

Referendum

Quasi 46 milioni e mezzo di italiani sono chiamati a votare per il referendum: con un Sì o un No su una scheda di colore celeste dovranno esprimersi sulla legge costituzionale che prevede «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari». Al contrario di quanto accade per i referendum di tipo abrogativo, trattandosi in questo caso di un referendum costituzionale, non è indispensabile raggiungere un quorum. A prescindere quindi dal numero di votanti, se la maggioranza voterà Sì avremo 345 parlamentari in meno, così come prevede la suddetta legge. Se la vittoria sarà del No, invece, tutto resterà com’è. 

Regionali e amministrative

In Sardegna e Veneto i cittadini di due collegi uninominali chiamati alle urne anche per le suppletive del Senato. In sette regioni, poi, si voterà anche per le regionali: Valle d'Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia, per un totale di oltre 18 milioni di italiani.

In 5 milioni e 700mila, invece, saranno interessati dalle amministrative. Quest’ultime si svolgeranno in 957 comuni italiani (non nelle isole: in Sicilia, infatti, l'appuntamento per le amministrative sarà il 4 e 5 ottobre, in Sardegna il 25 e 26 ottobre). Alla chiusura dei seggi, domani sera, seguiranno gli scrutini del referendum, delle suppletive e delle regionali. Gli scrutini delle elezioni amministrative cominceranno l'indomani, martedì 22 settembre alle ore 9.

 

In Calabria 72 comuni al voto

In Calabria saranno 72 le comunità chiamate a scegliere il nuovo sindaco. Gli elettori calabresi interessati sono oltre 500mila, distribuiti in 681 sezioni. Si voterà nei capoluoghi di provincia Crotone e Reggio Calabria, ma anche a Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Cirò Marina e Taurianova, tutti centri con popolazione superiore alle 15 mila unità. Ritornano al voto per eleggere i nuovi organi democratici anche diversi comuni le cui amministrazioni erano state sciolte per infiltrazioni mafiose e commissariate. Si tratta di Cirò Marina e Strongoli, in provincia di Crotone, Platì e Scilla, in provincia di Reggio Calabria, e Briatico, San Gregorio d'Ippona e Limbadi in provincia di Vibo Valentia.

Reggio Calabria

Tra le città chiamate al voto alle prossime elezioni comunali del 20 e 21 settembre c'è anche Reggio Calabria. Qui sono nove i candidati sindaco, mentre le liste a loro collegate sono 32 per un totale di 914 candidati al consiglio comunale.

I candidati a sindaco e le liste

Come si vota? Le legge elettorale.

La legge elettorale prevede un sistema di tipo maggioritario per ciò che concerne l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene con un sistema proporzionale. Per ragioni di governabilità, al candidato sindaco che risulterà vincitore sarà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti, all’interno dell’assise comunale, saranno assegnati alle altre liste in maniera proporzionale, secondo il “metodo D’Hondt”. Il numero di consiglieri comunali sarà di 32, escluso il sindaco. Otterranno un seggio tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato una soglia di sbarramento che la legge fissa nel 3% dei voti.

Previsto il ballottaggio

Reggio Calabria è un comune al di sopra dei 15mila abitanti. Ciò significa che, se nessun candidato dovesse ottenere la maggioranza al primo turno, allora si procederà a ballottaggio fra i due candidati più votati.

Voto disgiunto

A differenza delle elezioni regionali dove si era vincolati alla scelta di un candidato al Consiglio collegato al presidente indicato dalla coalizione, alle Comunali è possibile esercitare il voto disgiunto. L’elettore dunque potrà scegliere un candidato al Consiglio di un partito di centrosinistra e votare per il candidato sindaco del centrodestra e viceversa.
O comunque scegliere liberamente sia il consigliere comunale, di qualunque partito, e poi indicare il candidato sindaco senza che sia necessario alcun collegamento. Il voto così espresso viene attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata prescelta. In questo modo appunto i voti vanno da una parte (alla lista ed al consigliere) e contemporaneamente anche a un sindaco di un altro partito o coalizione.

Doppia preferenza di genere

Sarà possibile inoltre per l’elettore inserire nella scheda due voti di preferenza sulla lista, uno per ogni genere (uomo/donna), ma non due uomini o due donne. Non per due uomini o per due donne. Si può votare ancora anche solo per un Consigliere. Questi voti così espressi (alla lista ed ai consiglieri), vanno automaticamente al candidato sindaco. A meno che, come illustrato prima, l’elettore non opti per il voto disgiunto indicando il candidato sindaco sostenuto da altra lista.

Le nuove regole dettate dal Covid

Le elezioni e lo stesso referendum avrebbero dovuto svolgersi nei mesi scorsi, circostanza poi resa impossibile dal sorgere e diffondersi della pandemia da Covid-19. Un'emergenza che ha comunque imposto rigidi protocolli anche ora che è stato possibile organizzare questa tornata elettorale. Ci saranno percorsi dedicati di entrata e uscita e aree di attesa all'esterno in modo da evitare assembramenti; la mascherina obbligatoria per i componenti del seggio ed elettori, questi ultimi dovranno toglierla davanti a scrutatori e presidente di seggio giusto per farsi identificare, mantenendo in quel caso due metri di distanza di sicurezza; le matite copiative usate per il voto saranno sanificate a ogni uso e gli elettori dovranno utilizzare il gel disinfettante per le mani prima di recarsi nella cabina elettorale; sarà poi lo stesso elettore a inserire la scheda nell'urna. Previsto, inoltre, il voto domiciliare per gli elettori in quarantena o in isolamento fiduciario ed in ospedale per chi è ricoverato.

 

Che succede in caso di positivi

Se nei giorni successivi al voto un elettore o un componente della sezione di un seggio risultassero positivi al coronavirus saranno avviate tutte le procedure previste dal ministero della Salute, quindi il contact tracing e il tampone. Nel caso di un elettore positivo saranno contattate le persone che lo precedevano e seguivano nella fila al seggio (che comunque rispetterà il distanziamento), e saranno allertati scrutatori e presidenti di sezione per valutare la necessità di fare il tampone. Se fosse invece un presidente di sezione o uno scrutatore a risultare positivo saranno avvisati tutti gli elettori che avranno votato in quella sezione che potranno così sottoporsi al test molecolare.

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amministrative 2020 referendum

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