mercoledì 23 settembre 2020   19:32

Scuola, chi apre dopo dovrà recuperare le ore perse: le indicazioni dell’Ufficio regionale

Il direttore generale dell'Usr precisa che i giorni effettivi di scuola dovranno essere per tutti 202. Laddove è stato posticipato l'inizio delle lezioni si dovrà quindi rimodulare i calendari scolastici per consentire il recupero

di Luana  Costa
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Il riavvio delle attività scolastiche ha un doppio risvolto: la garanzia della sicurezza contro il diffondersi dell'epidemia da Covid 19 e il mantenimento degli standard di apprendimento per gli alunni. È proprio in ordine a quest'ultima necessità che l'Ufficio scolastico regionale ha ritenuto di dover scrivere e trasmettere a tutti i dirigenti scolastici della Calabria una missiva, oggetto: validità dell'anno scolastico 2020/2021.

 

I giorni di scuola dovranno essere 202

Il direttore generale, Maria Rita Calvosa, ci tiene infatti a precisare che gli effettivi giorni di scuola dovranno essere 202 al netto degli slittamenti decisi in autonomia dalle amministrazioni locali. Molte quelle che in queste ore stanno emanando ordinanze per posticipare l'avvio delle attività didattiche dal 24 al 28 settembre a causa di perduranti criticità strutturali legate agli edifici scolastici.

 

Necessità di recuperare le lezioni

«È pur vero che molte scuole della nostra regione sono interessate da vari eventi eccezionali - scrive nella nota il direttore generale dell'Usr - ad esempio, interventi di adeguamento edilizio delle strutture scolastiche in ossequio al rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, scrutinio delle schede relative alle recenti votazioni con conseguente necessità di sanificazione delle aule utilizzate come seggio elettorale e consegna dei banchi monoposto». Tuttavia, ricorda Calvosa «le istituzioni scolastiche che non avvieranno le attività scolastiche secondo il calendario stabilito dalla Regione Calabria, valuteranno la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero dei giorni di lezioni non effettuati».

 

Insomma, le decisioni delle scuole dovranno contemperare «da un lato l'esigenza di consentire agli alunni il pieno conseguimento degli obiettivi di apprendimento propri dei curricoli scolastici e, dall'altro, quella di permettere agli insegnanti di disporre degli adeguati elementi di valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli studenti».

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