venerdì 9 ottobre 2020   22:30

Sanità, il Governo boccia la Calabria: Cotticelli “interrogato” per 8 ore minaccia le dimissioni

I ministeri della Salute e delle Finanze hanno fatto le pulci al tandem commissariale scartabellando le mostruose cifre del crack finanziario schizzato a 213 milioni di euro. Il generale dei carabinieri in pensione ha dovuto affrontare un lunghissimo esame sui conti che non tornano e si è detto pronto a lasciare (ASCOLTA L'AUDIO

di Luana  Costa
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Una riunione fiume, scandita in due tappe e dal clima rovente. È durata oltre otto ore la riunione del tavolo interministeriale che vigila sui conti della sanità calabrese, con un intermezzo inedito di un giorno. La verifica degli adempimenti ha, infatti, avuto inizio nella mattinata di ieri ma interrotta nel pomeriggio per problemi di natura tecnica che hanno reso difficoltosa la connessione in videoconferenza con Roma.

Cotticelli sulla graticola

Sulla graticola il commissario ad acta, Saverio Cotticelli, e il sub commissario, Maria Crocco, che assieme ai funzionari del dipartimento Tutela della Salute hanno dovuto relazionare sullo stato dei conti disastrati della sanità calabrese e sullo stato di avanzamento degli obiettivi previsti nel piano di rientro. E la riunione si è presto trasformata nella tempesta perfetta: un interrogatorio andato avanti per oltre otto ore. I due ministeri affiancanti della Salute e del Mef hanno fatto le pulci al tandem commissariale scartabellando le mostruose cifre del crack finanziario schizzato nell'ultimo esercizio finanziario a 213 milioni di euro. Disavanzo in parte colmato grazie alle coperture garantite dal maggior gettito ottenuto dall'inasprimento delle aliquote fiscali. 

In gioco anche equilibri politici

Ma in gioco oggi sul tavolo interministeriale non c'erano solo gli equilibri di bilancio. Una doppia partita è ancora aperta sul fronte politico. Nervi tesi e la minaccia di dimissioni espressa a chiare lettere durante la riunione dal commissario ad acta, Saverio Cotticelli, ne sono la fulgida dimostrazione. La Regione si avvia, infatti, a grandi passi verso la scadenza del decreto Calabria. Trascorsi 18 mesi ora il pallino è fermo nelle mani del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha già manifestato la sua intenzione di prorogare il provvedimento straordinario introducendo però alcune modifiche.

Il destino della Calabria

Ed è in questa strada stretta che si agitano più ipotesi sul destino della Calabria, e nemmeno concordanti. Una riconferma dell'attuale assetto della struttura commissariale rafforzata però con l'invio da Roma di uno staff tecnico di supporto o, al contrario, la fine dell'era Cotticelli attraverso la sua rimozione e contestuale nomina di un nuovo commissario. Nella partita resta anche la Regione. Proprio oggi il dipartimento Tutela della Salute ha infatti notificato le convocazioni per i colloqui orali ai partecipanti della selezione per individuare i nuovi direttori generali da porre alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali.

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