sabato 10 ottobre 2020   18:29

La fondazione Carical premia Aboubakar Soumahoro per l'impegno civile

Il "Premio per la cultura mediterranea" ha assegnato al sindacalista e attivista ivoriano il riconoscimento 

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Il Mediterraneo come punto d'incontro tra civiltà e popolazioni è stato celebrato, come ogni anno, dalla fondazione Carical, Cassa di risparmio di Calabria e Lucania, in occasione del "Premio per la cultura mediterranea". L'iniziativa, conclusasi ieri al teatro Rendano di Cosenza, ha lo scopo di riconoscere i meriti di quanti contribuiscono all’approfondimento e alla conoscenza delle culture e favorire il dialogo e la comprensione tra le diverse espressioni culturali del Mediterraneo. Sette le sezioni di concorso in cui ogni edizione permette il confronto tra personaggi di spicco nella narrativa e nella saggistica ma anche nel lavoro a tutela della comunità.

 

È il caso di Aboubakar Soumahoro, vincitore del primo premio per la sezione società civile "Giustino Fortunato", per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e dei lavoratori. Il sindacalista ivoriano ha ringraziato la Fondazione per «aver premiato il nostro impegno a favore degli invisibili» e la conduttrice Laura Chimenti per aver dato occasione di un profondo scambio di idee tra i presenti :«Continuiamo a coltivare la passione della solidarietà per recuperare il senso di appartenenza alla stessa comunità umana» esorta sulle sue pagine social.

Importanti anche le premiazioni nelle altre sezioni concorrenti. Per la sezione scienze dell'uomo "Luigi de Franco" il premio va a Egidio Ivetic, docente di storia del Mediterrano all'Università di Pavia. La sezione narrativa "Saverio Strati" ha visto primeggiare lo scrittore Ernesto Ferrero con l'opera "Francesco e il sultano" (Einaudi). Premiata anche la cultura dell'informazione con un primo posto per il giornalista e scrittore Andrea Purgatori. Unica donna premiata la docente di filosofia e teoria dei linguaggi Anna Maria Lorusso per la sezione traduzione. I premi speciali Fondazione Carical vanno, infine, a Nuccio Ordine, docente di letteratura italiana all'Università della Calabria ma anche fondatore del centro di studi internazionali telesiani, bruniani e campanelliani e a Pasquale Critone, dirigente scolastico e studioso impegnato sul fronte sociale in Basilicata.

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