lunedì 19 ottobre 2020   15:55

Scuola, l'appello dei sindaci del Pollino alle istituzioni: «Servono più mezzi di trasporto»

Il primo cittadino di Castrovillari così come quelli di Saracena e San Basile hanno scritto anche a Ferrovie della Calabria per chiedere un supporto logistico ampliato per far fronte alle nuove disposizioni del governo

di Vincenzo Alvaro
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Cambiano le regole per la scuola, alla luce del nuovo Dpcm annunciato ieri sera dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e serve cambiare la logistica dei traporti per far fronte al diritto allo studio ed alla sicurezza degli alunni che quotidianamente si spostano sul territorio del Pollino.

Così i sindaci di Castrovillari, San Basile e Saracena hanno scritto a diversi interlocutori istituzionali e pubblici per chiedere il supporto necessario a garantire sicurezza e mobilità sui territori tanto per gli studenti, quanto per docenti e personale in servizio negli istituti.

La scuola è la sfida alla ripresa desiderata

Le consegne per il mondo della scuola contenute nell'ultimo Dpcm per mitigare i rischi da contagio della nuova ondata della pandemia toccano nel concreto le attività e l’organizzazione scolastica negli istituti superiori, che potranno essere più flessibili, facendo entrare gli alunni in classe a partire dalle ore 9 e, là dove è possibile, ricorrendo anche a turni pomeridiani. Il contenuto di questi provvedimenti è stato oggetto di una lettera che il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, ha inviato stamane al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte ed al Presidente, facente funzioni, della Regione Calabria Spirlì.

La volontà è quella di rappresentare «la difficoltà di attuare tale metodo nel capoluogo del Pollino, come in altri comuni della regione, a causa delle distanze che si frappongono tra le residenze degli studenti, e spesso anche dei docenti o personale, con le scuole che insistono in città o in quelle dove sono ubicate nelle vaste zone.

 

Il trasporto degli alunni pendolari - che raccorda le aree con i centri che accolgono gli istituti superiori - avviene attraverso pullman i quali difficilmente riescono a variare gli orari. Per tale motivo- aggiunge- si rischia di far fare un enorme sacrificio agli alunni che arrivano a Castrovillari prima delle ore 8, poiché saranno costretti a vagare fino all’inizio delle lezioni». 

 

Da qui la richiesta ai rappresentanti istituzionali, di «garantire a ciascuna autonomia scolastica e ulteriore flessibilità negli orari al fine di assicurare l’effettivo diritto allo studio di tutti, prevedendo, contestualmente, più mezzi di quelli che sono in servizio». Per il sindaco del capoluogo del Pollino la scuola «oggi, più di prima, è la sfida alla ripresa desiderata e voluta che riaffronta la questione futuro della collettività, anche quando si presenta, temporaneamente, nella realtà, con il volto imprevedibile di un dramma come può essere la pandemia».

Tutelare il diritto allo studio

Questione rimarcata in ambito diverso dai sindaci dei comuni di Saracena e San Basile che invece hanno scritto alla direzione di Ferrovie della Calabria chiedendo di «incrementare il numero di autobus che collegano Saracena e San Basile a Castrovillari in modo da garantire agli utenti di viaggiare in sicurezza».

I sindaci Renzo Russo (Saracena) e Vincenzo Tamburi (San Basile) hanno scritto congiuntamente per sollecitare, anche alla luce delle nuove disposizioni riguardanti la scuola contenute nel nuovo Dpcm, «l’inserimento per detta tratta di nuove corse in modo da permettere agli studenti di raggiungere gli istituti scolastici rispettando i nuovi orari ed evitare ogni possibile assembramento nelle strade e nelle piazze della Città di Castrovillari».

«Il nostro interesse - hanno dichiarato i due sindaci - è quello di garantire il diritto alla studio come supremo momento di formazione per i nostri giovani cittadini, ma farlo nel rispetto delle disposizioni del governo e soprattutto nell'assoluta sicurezza per la salute di tutti. Confidiamo che l'attenzione di Ferrovie della Calabria per questo territorio si manifesti con l'urgente risposta alle nostre sollecitazioni».

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