martedì 23 febbraio 2021   11:25

Fincalabria, revocata la messa in mobilità per 15 dipendenti

I sindacati esprimono soddisfazione per la chiusura della vertenza che ha riguardato i dipendenti in esubero della finanziaria della Regione, che ora saranno riallocati a nuove mansioni

di Redazione
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Si è chiusa positivamente, con la revoca delle procedure di mobilità, la vertenza dei 15 lavoratori in esubero di Fincalabra, la finanziaria della Regione. Lo rendono Fisac Cgil, Uilca Uil e First Cisl dopo un incontro con la dirigenza della società, diretta dal neo-Presidente Alessandro Zanfino, «al fine - è scritto in una nota - di chiudere definitivamente l’aberrante procedura aperta dall’ex Presidente dell’azienda alla vigilia di Natale, con cui venivano messi in lista di mobilità, anticamera del licenziamento, 15 lavoratori di Fincalabra».

I sindacati esprimono soddisfazione «per il modo in cui è stata gestita la procedura dal giovane presidente Zanfino, segno - affermano - di una rinnovata visione manageriale che, partendo dall’analisi dell’impatto delle scelte aziendali sui lavoratori, dimostra una sensibilità gestionale più attenta. Proprio per questi motivi il primo atto che il nuovo management ha deliberato, non poteva non essere la revoca della messa in mobilità dei 15 lavoratori e la contestuale ricollocazione a nuove mansioni».

La scelta, sostengono i sindacati, «dimostra la fondatezza delle rivendicazioni dei dipendenti e la necessità di riportare tutte le questioni nell’alveo del CCNL e di corrette relazioni sindacali, unico modo per riportare Fincalabra sul sentiero dello sviluppo sostenibile».

Sono già pervenute ai lavoratori interessati le lettere con le quali veniva loro comunicata la riallocazione a nuove mansioni individuate nell’ambito di un riassetto organizzativo della società, «analoghe missive - è scritto nel comunicato - verranno inoltrare al socio unico (Regione Calabria) al fine della definitiva chiusura della procedura. Del resto lo stesso assessore alle Attività Produttive, cui ricade il controllo della partecipata regionale, ne aveva più volte auspicato la revoca».

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