sabato 2 febbraio 2019   09:49

Migranti trattati come schiavi, prime condanne del tribunale di Cosenza

Giudicati gli ammessi al rito abbreviato. Per gli altri imputati coinvolti nell'operazione Accoglienza, scattata nel maggio del 2017 in Sila, il processo inizierà nel prossimo mese di maggio

di Salvatore Bruno
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Davanti al Gup di Cosenza Piero Santese sono arrivate le prime condanne nell’ambito del procedimento scaturito dall’operazione Accoglienza, scattata all’alba del maggio 2017, in contrasto allo sfruttamento di un gruppo migranti ospiti dei centri di accoglienza straordinaria di Camigliatello Silano.

Sei mesi di reclusione e ventimila euro di multa

Fulvio e Giampaolo Serra, ammessi al rito abbreviato, proprietari dell’azienda agricola in cui i rifugiati erano impiegati a nero, per dodici ore, in condizioni di degrado e per una paga giornaliera di appena 20 euro, sono stati condannati a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, e al pagamento di una multa di ventimila euro. La Procura, rappresentata dall’aggiunto Marisa Manzini e che nell’ambito dell’inchiesta ha contestato per la prima volta in Italia il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi.

Il processo si celebrerà a maggio

Per gli altri imputati è scattato il rinvio a giudizio. La prima udienza del processo è fissata per il 2 maggio prossimo. Dodici le persone alla sbarra, tra cui anche i responsabili del Cas in cui la manodopera, secondo quanto emerso dall’indagine, veniva reclutata tra i migranti dal carattere più mite ma dal fisico più possente. Contestualmente i gestori del Centro di Accoglienza, continuavano a percepire i 35 euro concessi dallo Stato per il mantenimento dei rifugiati, nonostante non fossero presenti nella struttura proprio perché trasferiti sui luoghi di lavoro. Per questo tra i reati contestati c’è anche quello della tentata truffa aggravata per il conseguimento di fondi pubblici.

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cosenza caporalato sila migranti

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