giovedì 1 agosto 2019   14:09

Politici arrestati: Palazzo Campanella tra rabbia, imbarazzo e rassegnazione

VIDEO | Il capogruppo di FdI Fausto Orsomarso: «Della Calabria fra poco non interesserà niente a nessuno. Il rischio è quello di diventare ‘ndranghetisti a strascico»

di Giovanni Verduci
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Il giorno dopo l’inchiesta “Libro nero”, che ha squassato il mondo politico calabrese coinvolgendo Alessandro Nicolò, Seby Romeo e Demetrio Naccari Carlizzi, il Consiglio regionale, che era stato convocato nelle scorse settimane, dovrebbe tornare a riunirsi per parlare di bilancio e statuto.

 

Lo decideranno i capigruppo dopo un confronto con il presidente Nicola Irto che è iniziato da pochi minuti. Fra questi ci sarà anche Fausto Orsomarso, il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Campanella che, da qualche mese, condivideva gli scranni del gruppo misto con Alessandro Nicolò.

 

Fratelli d’Italia ha preso una decisione immediata, togliendo ad Alessandro Nicolò l’incarico di coordinatore provinciale del partito e preparandosi alla costituzione di parte civile.

«Valuteremo insieme al partito - dice Fausto Orsomarso - la possibilità di costituirci parte civile nell’eventuale processo contro Alessandro Nicolò. Lo faremo dopo aver analizzato le carte, senza l’intenzione di buttare via il bambino e l’acqua sporca. Adesso la mia sensazione è una: della Calabria, che ha un corpo elettorale pari ad una provincia della Brianza, fra poco non interesserà niente a nessuno. Ma non solo, il rischio è quello di diventare, consapevolmente o inconsapevolmente, ‘ndranghetisti a strascico».

 

Fuori dall’Astronave, dove campeggia come paradosso una targa anti ‘ndrangheta, la gente si divide. C’è chi sfugge alle telecamere, chi con amarezza non vede un buon futuro per la Calabria e chi assume posizione garantiste.

 

Salvatore Rognetta, reggino che si è trasferito al Nord per motivi di lavoro, non è ottimista: «Ogni volta che ritorno in città - ci dice - la vedo sempre peggiorata. Non so come si può uscire da questo stato di cose».

 

Nicola Marra, invece, assume una posizione garantista: «Io non mi sbilancerei - dichiara - c’è la necessità di capire come andrà a finire questa inchiesta, quali sono le accuse che reggeranno al vaglio del giudice. Di certo, queste notizie, questi arresti, rilanciano un’immagine pesante della nostra terra verso il resto del Paese».

 

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