martedì 20 agosto 2019   18:58

«Quella del Raganello una tragedia di serie B». Il dolore e la rabbia dei familiari delle vittime

VIDEO-INTERVISTE | Ricorre un anno dall’immane strage delle gole di Civita dove oggi sono giunti i parenti delle dieci persone che hanno perso la vita che invocano ancora verità e giustizia su quanto accaduto. Proseguono intanto le indagini diretta dalla Procura di Castrovillari

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Lacrime, dolore, rabbia. Brucia ancora la ferita della strage del Raganello, brucia soprattutto per i familiari delle dieci vittime oggi giunti a Civita, nel giorno dell’anniversario della tragedia. Il 20 agosto di un anno fa morivano 9 escursionisti e una guida inghiottiti dall’ondata di piena del torrente.

Ci sono Teresa e Rosanna Santopaolo. Sono le sorelle di Antonio, morto insieme alla moglie Carmen Tammaro. Sono i genitori delle piccole Michela e Chiara, sopravvissute all’inferno delle gole. Proprio la manina di Chiara che si aggrappa alla spalla del soccorritori è uno dei simboli dell’immane tragedia. «Era doveroso venire qui oggi. Da quella tragedia non è più vita, si va avanti. Questa sembra una tragedia di serie b, non ha avuto la giusta rilevanza, non interessa a nessuno» - afferma in lacrime ai nostri microfoni Teresa Santopaolo.  «Mio fratello era una persona fantastica, amava la moglie, i figli. È morto in una maniera assurda».

 

È grande il dolore per la perdita dei genitori ma fortunatamente oggi le bambine stanno bene e – come ci dice Rosanna Santopaolo «vivono circondate da un amore infinito. Oggi la nostra missione è solo quella di farle vivere in un ambiente sereno». Di quel tragico pomeriggio «Michela e Chiara ricordano tutto, ogni dettaglio. Mio fratello e mia cognata – afferma ancora Rosanna – erano persone speciali e genitori magnifici. Io ho perso mio fratello, il pilastro della mia vita. Ho dovuto imparare a vivere senza di lui».

 

Rosanna Santapolo è anche la presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime del Raganello che si batte per ottenere giustizia: «Se mio fratello avesse saputo dell'allerta gialla non sarebbe sceso assolutamente nelle gole. Le indagini vanno avanti ma riteniamo che il ventaglio degli indagati non sia completo, c'è grande amarezza da parte nostra. Ci affidiamo alla magistratura, siamo sicuri che arriveremo a una verità completa».

 

A Civita ci sono tuti i familiari. C’è la sorella di Valentina Venditti, la 34enne di Roma che ha perso la vita insieme al fidanzato Carlo Maurici. C’è la mamma di Carlo, in lacrime ci mostra le foto del figlio, il suo unico figlio, e un suo dipinto perché Carlo era un pittore.

 

Tutti non sono voluti mancare all’appuntamento di oggi a Civita dove è stata celebrata una santa messa nella  chiesa madre di Santa Maria Assunta gremita. Prevista anche una fiaccolata che raggiungerà il Belvedere dal quale si scorgono le gole. Una giornata per non dimenticare e per tenere accesi i riflettori su una strage sulla quale indaga la Procura della Repubblica di Castrovillari che il 30 luglio scorso ha emesso un avviso di conclusione indagini a carico di 14 persone accusate, a vario titolo, di omicidio colposo, inondazione, lesioni colpose, omissione in atti d'ufficio ed esercizio abusivo della professione. Secondo l'accusa fu ignorata l'allerta gialla della protezione civile prevista per quel giorno, in particolare dai sindaci.

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tragedia raganello civita cosenza pollino

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