sabato 21 settembre 2019   07:03

Chiusura Ginecologia a Cetraro, è polemica: «Decisione illegittima»

L'assessore comunale Tommaso Cesareo parla del trasferimento dei medici dell'ospedale cittadino e della relativa chiusura notturna del reparto, riferendo di norme violate: «I Dipartimenti - spiega - non hanno efficacia giuridica. Ecco perchè»

di Francesca  Lagatta
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«All’arroganza sembra non esserci mai fine». Comincia così lo sfogo dell'assessore del Comune di Cetraro, Tommaso Cesareo, che si è espresso in merito alla vicenda del trasferimento dei medici dell'ospedale cittadino, decisione servita a scongiurare la chiusura del Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Corigliano Rossano, che però, al tempo stesso, ha decretato la chiusura nelle ore notturne del reparto di Ginecologia del presidio cetrarese, mentre il punto nascita risulta già sospeso da alcune settimane per gravi criticità riscontrate.

Secondo l'assessore, la decisione, non solo avrebbe causato gravi conseguenze in termini di sicurezza per le potenziali pazienti del comprensorio, ma sarebbe del tutto illegittima. «La proposta dei cosiddetti direttori di dipartimento - dice l'assessore - non ha alcuna validità perché emessa da soggetti non avente titolo e per lo stravolgimento degli assetti assistenziali, oltretutto in una struttura ospedaliera, quella di Paola, che non presenta i requisiti di agibilità sanitaria per i noti problemi tecnici e strutturali».

«Dipartimenti senza efficacia giuridica»

«Vi è di più - dice ancora Cesareo -, ai sensi del decreto aziendale n. 117/2017, per i presidi ospedalieri dell’ASP di Cosenza è prevista un’aggregazione sul modello delle aree funzionali omogenee negli ambiti di Medicina, Chirurgia e nei vari settori specialistici, quali i servizi di diagnostica ed emergenza/urgenza. Per cui tali aree funzionali non rivestono la valenza di Dipartimenti Funzionali. Per quanto precede, dalla data di emanazione del succitato Decreto Commissariale, sono cessate di avere efficacia giuridica i Dipartimenti di Medicina, Chirurgia, Diagnostica e dei Servizi Emergenza/Urgenza, sostituiti dalle Aree Funzionali Omogenee, cui non competono compiti di natura Clinico/Organizzativa e Gestionale». Pertanto i precedenti direttori di dipartimento ospedaliero sarebbero decaduti dall’incarico a decorrere dall’approvazione dell’atto aziendale dell’ASP di Cosenza. «Se quanto da me sostenuto è vero - conclude l'assessore cetraese, una domanda è lecita: perché costoro continuano a firmarsi come direttori di dipartimento e continuano a recepire la differenza stipendiale?»

Norme violate?

A pensarla come Tommaso Cesareo, fratello del direttore sanitario Vincenzo, sono in tanti. Molti addetti ai lavori, infatti, fanno sapere che con la decisione del trasferimento si violerebbero le norme contrattuali recate dall'articolo 16, commi 3 e 4, del CCNL Integrativo della Dirigenza Medica e Veterinaria del 10 Febbraio 2004, in tema di mobilità straordinaria d'urgenza. Tra le presunte violazioni, anche quelle contenute nel Decreto del Ministro della Salute, n.70 del 02 Aprile 2015 in materia di classificazione degli ospedali spoke con specifica riserva ai requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e di sicurezza, in applicazione dell'articolo 15, comma 13, della Legge n.135/2012, di conversione del Decreto - Legge n.95/2012. «Decrementare un ospedale spoke in favore di un altro ospedale spoke - come sarebbe accaduto per i presidi di Cetraro e Corgliano Rossano - non è consentito dalla vigente legislazione», specifica un dirigente. «Qualcuno studi, altresì, l'articolo 1, comma 169, della Legge n.311/2004 e l'articolo 27 del Decreto Legislativo n.68/2011, in materia di standard ospedalieri. Qualcuno, infine, metta in atto i Decreti Commissariali n.111/2017, n.4/ 2018, n.55/2018, in materia di assunzioni, con particolare riferimento all'articolo 14 della Legge n.164/2014». Ed infine: «Questo invito - dice in ultimo il medico - è rivolto ai soggetti istituzionali preposti, nonché agli "strilloni mediatici" che quotidianamente millantano impegni "sovrumani", rivelatisi, purtroppo, inconferenti ed inefficaci».

 

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